Giovedì, 12 Novembre 2020 13:35

La storia di Fallykou, dalla sartoria in Costa d’Avorio alla scuola d’alta moda a Milano

Immerso tra ritagli di stoffe, fili colorati e spilli, con un metro a nastro intorno al collo, Fallykou cuce un abito che gli è stato commissionato di recente. Un’immagine abituale per qualsiasi sarto. Ma Fallykou non è un sarto qualsiasi. La sua storia è un condensato di determinazione, passione e successo personale. E ora che si trova nel suo nuovo laboratorio in provincia di Como, non dimentica i passi del suo lungo cammino.

A sedici anni, in una piccola città della Costa d’Avorio, Fallykou inizia a frequentare una scuola di cucito per diventare sarto, mestiere popolare e diffuso in Paesi dove le persone non sono solite acquistare abiti prêt-à-porter. Impara presto le basi del cucito e della sartoria, arrivando a confezionare “abiti su misura di tutte le tipologie e occasioni, per donna, uomo e bambino”, ci racconta.

Con in tasca un buon bagaglio di conoscenze, nel 2010 parte alla volta della Nigeria per continuare lì l’attività sartoriale. “Una volta arrivato a Lagos ho trovato lavoro in un laboratorio dove facevamo vestiti su misura e non. Io mi occupavo del taglio delle stoffe mentre la proprietaria della sartoria le cuciva. Molti dei vestiti che producevamo venivano spediti in Europa per essere rivenduti”.

Fallykou 1RE proprio in Europa sbarca nel 2016, dopo un lungo viaggio migratorio, trovando infine ospitalità in via Aquila, dove la Croce Rossa di Milano fino al 2019 gestiva un Centro di Accoglienza Straordinaria. “Nell’attesa dei documenti e dell’accettazione della domanda di asilo, ho cominciato a cucire nel piccolo laboratorio presente nella struttura”. All’interno del centro le attività laboratoriali sono ampiamente incoraggiate e molti ragazzi e ragazze hanno potuto mettere le proprie conoscenze a disposizione degli altri. Dalla ciclofficina alla sartoria, in via Aquila sono tante le mini-botteghe in cui gli ospiti continuano il mestiere iniziato prima del viaggio. La presenza di tante nazionalità e il confronto con sarti di altri Paesi, fungono da continuo stimolo per imparare ogni giorno nuove tecniche di cucito e di taglio.

Due anni dopo, nel 2018, Fallykou è tra i primi ragazzi a entrare a far parte di ESIRAS, progetto della CRI Milano nato per favorire l’inserimento socio-lavorativo di richiedenti asilo e rifugiati. Qui per qualche mese segue una formazione sulle competenze trasversali e sul contesto socio-culturale italiano.

Per il giovane sarto a questo punto arriva una sorpresa. Lo staff della Croce Rossa aveva infatti fatto conoscere la sua storia al famoso Istituto di Moda Burgo, che da subito credette nelle potenzialità del ragazzo, offrendogli una borsa di studio per frequentare il corso triennale di Sartoria Professionale. “Sono contento di tutte le possibilità di crescita che ho avuto e voglio dire grazie alla Croce Rossa, che mi ha fatto conoscere ESIRAS, e agli insegnanti dell’Istituto Burgo che mi hanno aiutato tanto nella mia crescita professionale. Con loro ho scoperto la moda europea, un mondo che non conoscevo proprio e molto diverso da quello da cui provenivo.”

Grazie alle abilità pregresse, Fallykou è riuscito a terminare il corso in soli due anni, durante i quali ha frequentato ogni giorno lezioni individuali e di gruppo, unendo lo studio teorico alla pratica sartoriale. “Qui nell’Istituto mi sono concentrato molto sugli abiti ‘difficili’ e ho imparato a cucire vestiti da sposa, cappotti e giacche, scoprendo l’importanza di realizzare finiture di qualità”.

La consegna del diploma è avvenuta a ottobre e da quel momento Fallykou ha potuto iniziare la sua attività sartoriale all’esterno, dove collabora anche con associazioni no profit e piccole comunità.

L’inclusione delle persone migranti porta ricchezza nella società, e il percorso di Fallykou è un esempio di quanto sia importante valorizzare le competenze e le aspirazioni di chi arriva in Italia in cerca di un futuro migliore. Per gli interventi di inclusione socio-lavorativa delle persone rifugiate e richiedenti asilo, l’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, ha conferito alla Croce Rossa di Milano il logo WeWelcome, destinato alle associazioni che assistono i beneficiari di protezione internazionale e ne promuovono l’inserimento nel mercato del lavoro.

Fallykou 2