“Quando si perde il lavoro ad un passo dalla pensione è molto complicato rialzarsi. Purtroppo, il crollo è stato quasi simultaneo”.

Il silenzio, e dietro pensieri che è meglio lasciar correre: “Oramai mangio da anni alla mensa del Comune”. Giovanni trascina i suoi acciacchi quotidiani nel dubbio e nella confusione perché la notte per lui è diventata troppo lunga, cattiva.

 

La terza età offesa, dimenticata, eppure un proverbio indiano dice che un anziano che va via è come una biblioteca che brucia. Una ricchezza intera che si sbriciola nella polvere perché gli anziani siamo noi fra poco, fra molto, poco importa ed una società che non riconosce questo valore non può neppure credere nei giovani.

“La casa è una vecchia abitudine, adesso dormo dove capita in una tenda, di solito vicino a piazza San Babila”.

 

Dal 2001, nel quartiere Stadera di Milano, è nato il centro Melograno Rosso della Croce Rossa Italiana dove le persone anziane sole, spesso dimenticate, possono trovare occasioni di socializzazione e di svago.

“Della mia famiglia ricordo la gentilezza e la discrezione dei miei genitori. Lavoravano molto tutti e due ma il rapporto con la erre maiuscola della mia infanzia è stato con mio nonno materno”.

 

Negli occhi di Giovanni nascono luci ed immagini. Viviamo di nostalgie e la solitudine oggi è una brutta bestia da domare: “Non credere che mio nonno mi abbia raccontato favole, storie, semplicemente mi capiva…”. Giovanni è piccolo di statura e ha un aspetto curato, adesso abbassa lo sguardo togliendosi qualcosa dai pantaloni. Forse la sua è solo timidezza, perché è cosi difficile parlare della propria vita.

 

Gli occhi sono allungati e miopi dietro le lenti spesse, ha i capelli lisci e pochi denti rimasti in bocca.

“Ho studiato al Liceo Scientifico e poi mi sono iscritto alla Facoltà di Fisica ma non ho finito l’università perché mi sono messo a lavorare come programmatore in una società informatica”.

Aggiunge: “Sorrido a chi mi dice "non capisco la matematica" perché non è possibile non capirla. La matematica è come l’italiano, è un linguaggio e deve essere solo spiegato bene nelle scuole! Cosa che oggi purtroppo non si fa!”. Perle di saggezza di un anziano che potrebbe avere ancora la pazienza e la voglia di insegnare ai giovani. A volte quanto talento viene sprecato.

 

Giovanni continua il racconto della sua vita: “E poi un giorno mi sono anche sposato, siamo stati insieme tanti anni ma alla fine non ha più funzionato”. Lo sguardo si incanta, non c’è ombra di amarezza negli occhi, forse perplessità: “Ho preferito lasciare quel poco che avevo e la casa a mia moglie”. La gentilezza d’animo si eredita, corre nel sangue come il colore degli occhi e dei capelli.

“Adesso basta Giovanni! È ora di andare a dormire sotto un tetto sicuro!”, dice sorridendo un giovane volontario.

Sono necessarie la voglia e la forza per capire questo mondo.

 

“Comandante, oggi tu vieni con noi!”. I due ragazzi che lo abbracciano sono gli stessi che lo seguono nel mese di agosto quando l’aria è così calda che quasi brucia nei polmoni e non si può respirare.

E Giovanni sorride, forse è un sogno, e una vita senza sogni è come un giardino senza fiori. Adesso si allontana con loro, cammina lentamente, scherza, con il suo giubbotto di camoscio e lo zainetto nero dietro le spalle.

Oggi a Milano è una bella giornata di sole, vengono in mente le parole famose di uno dei primi soci di Croce Rossa Italiana, Alessandro Manzoni: “Quel cielo di Lombardia così bello quando è bello, così splendido, così in pace”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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È aperto a Milano, in via Barrili 17, il Centro d’ascolto “Il Melograno rosso”, messo a disposizione dalla Croce Rossa come luogo di incontro in cui affrontare i problemi legati al dilagante fenomeno del gioco d’azzardo.

 

Il nuovo centro, accessibile ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00, è nato con l’obiettivo di aiutare chi si trova a di fronte a questo tipo di dipendenza, ormai riconosciuta come disturbo compulsivo complesso, ma anche chi ha semplicemente assunto comportamenti a rischio.

 

In Italia il fenomeno riguarda circa tre milioni di persone, senza distinzione di età, ceto sociale e professione.  E sono 800mila le vittime del GAP (gioco d’azzardo patologico), numero destinato tragicamente ad aumentare a causa del proliferare delle sale giochi, delle slot-machine, del gioco on-line, complici la pubblicità e la tassazione agevolata di cui gode chi gestisce attività di questo tipo.

 

Si tratta, evidentemente, di un fenomeno assai complesso. Di conseguenza, il servizio della Task Force contro la ludopatia della Croce Rossa di Milano si muove su svariati fronti: informazione, sensibilizzazione, prevenzione. In più, grazie al nuovo centro di incontro di via Barrili sarà possibile fornire non solo un presidio cittadino fisso ma soprattutto un luogo d’incontro, dove giocatori e familiari vengono ascoltati e guidati verso la rete dei servizi territoriali, per di intraprendere un percorso di sostegno orientato alla guarigione.

 

Ogni martedì, dalle 20.30 alle 22.30, è invece operativo un gruppo di auto-aiuto, accessibile previo colloquio con un operatore del Centro. Inoltre, su appuntamento, è possibile usufruire della consulenza di un commercialista o di un avvocato, messi a disposizione dal Club Rotary Milano Net, per ricevere pareri professionali su tematiche di carattere economico e/o legale legate al gioco d'azzardo.

Tutti i servizi del centro d'ascolto sono a carattere gratuito.

 

PER INFORMAZIONI
Invia un'e-mail a ludopatia@crimilano.it
Telefona al n. 366 6924448 (che rispetta l'anonimato), attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00.

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