Lunedì, 16 Ottobre 2017 15:35

Torna la Notte dei Senza Dimora 2017

Insieme sotto le stelle, per costruire una città più accogliente, attenta alle esigenze degli ultimi, i vulnerabili. Gli uomini invisibili della nostra società, che la notte dormono rannicchiati agli angoli delle strade, fra i cartoni e gli stracci, ognuno con la propria storia, lo sguardo sbiadito, la vita che sfugge, ognuno con un passato ingombrante.

Così l’esistenza diventa una sfida maledetta, i pensieri sono come macigni sullo stomaco: è difficile uscire da un lutto, un disagio psicologico o un disastro economico, una violenza subita, l’abuso di sostanze. A Milano si contano circa dodicimila persone senza dimora, la maggioranza sono uomini e vivono da soli (indagine Istat anno 2014), anche se stanno aumentando le famiglie in forte difficoltà.

 

 

 MG 8105Si è svolta il 14 ottobre in piazza Santo Stefano la 18° edizione della Notte dei senza Dimora, nata da un’idea di Terre di Mezzo Onlus in occasione della Giornata internazionale voluta dall’Onu contro la povertà. La manifestazione si svolge ogni anno in dieci città italiane e riunisce le associazioni che si occupano di un disagio così complesso: “Le persone che assistiamo tutte le notti in strada ci hanno fatto crescere molto dal punto di vista umano e valoriale. A loro, oltre che a cittadini, volontari e istituzioni, deve andare il nostro grazie e del mondo che definiamo fortunato” Ha detto Luigi Maraghini Garrone, presidente della Croce Rossa Italiana, Comitato di Milano.

 

È stato un momento di grande solidarietà fra i partecipanti, i volontari ed i loro assistiti per cercare di capire, comprendere, aiutare chi non ha dimora, perché chi perde una casa, perde anche il diritto all’assistenza, all’esistenza di una vita dignitosa e si confronta spesso con le realtà criminali. “È necessario accostarci al problema con umiltà e orgoglio”, ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti, Pierfrancesco Majorino. “Stiamo lavorando per creare un buon sistema”. E i dati sono incoraggianti: sono stati già organizzati 7.000 posti letto, ci sono state tante testimonianze per spiegare il problema della marginalità sociale, tutti insieme seduti sulle panche ad ascoltare progetti e buona musica.

 

Due mondi separati che per una sera si sono uniti, per condividere una cena e un brindisi: che la vita sia qualcosa di più che una speranza.